Certificato medico sportivo: agonistico, non agonistico e attività ludico-motoria
Quale certificato serve per lo sport che pratichi, chi può rilasciarlo, quali esami prevede la normativa, quanto dura e quando è gratuito.
A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 22 ottobre 2026
Iscrivi tuo figlio a calcio, ti tesseri in una società di nuoto, ti abboni a una palestra: in quale di questi casi serve un certificato medico, e quale? La risposta dipende da una sola domanda, cioè che tipo di attività fai. La legge italiana ne distingue tre, con regole molto diverse fra loro. Qui le trovi spiegate una per una, con chi rilascia il certificato, che cosa serve, quanto dura e quanto costa.
Tre attività, tre regole
| Attività | Certificato | Chi lo rilascia |
|---|---|---|
| Agonistica | obbligatorio | solo il medico specialista in medicina dello sport |
| Non agonistica | obbligatorio, salvo eccezioni | medico di famiglia o pediatra per i propri assistiti, medico dello sport, medici della Federazione medico sportiva del CONI |
| Ludico-motoria | non obbligatorio dal 2013 | nessuno |
Non conta quanto ti alleni o quanto sei bravo: conta il contesto in cui pratichi. È la federazione o l’ente sportivo a dire se sei un atleta agonista, mentre per l’attività non agonistica la legge elenca chi ne fa parte. Se non sai in quale casella rientri, chiedilo alla società con cui ti iscrivi: è lei che deve conservare il certificato.
L’attività agonistica
È agonistica l’attività praticata in modo sistematico e continuativo, soprattutto nelle forme organizzate dalle Federazioni sportive nazionali e dagli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, per ottenere prestazioni di un certo livello. Le regole sono quelle del decreto ministeriale 18 febbraio 1982, e per le persone con disabilità del decreto ministeriale 4 marzo 1993.
Il punto più importante è chi firma: il certificato agonistico può rilasciarlo soltanto un medico specialista in medicina dello sport, in un ambulatorio pubblico della ASL o in un centro privato autorizzato. Il medico di famiglia non può farlo.
La visita segue un protocollo nazionale che cambia secondo lo sport. Comprende sempre l’anamnesi, cioè le domande sulla tua storia di salute, e un esame obiettivo; a questi si aggiungono, a seconda della disciplina, accertamenti come l’elettrocardiogramma, anche durante o dopo uno sforzo, e la spirografia, che misura la funzione respiratoria. Il medico può chiedere altri esami se lo ritiene necessario. Chi pratica più sport fa una sola visita, che comprende gli accertamenti previsti per ciascuno.
Di solito il controllo si ripete ogni anno; per alcuni sport la periodicità è biennale. Il certificato vale fino alla visita successiva e va consegnato alla società sportiva, che lo conserva: senza, non si partecipa alle gare.
Se l’esito è di non idoneità
Può succedere che il medico non ti giudichi idoneo per quello sport. In questo caso l’esito, con la motivazione, viene comunicato a te; alla società arriva soltanto l’informazione che l’esito è negativo, senza il perché. Se non sei d’accordo, la normativa prevede un ricorso entro 30 giorni a una commissione regionale di medici specialisti. Per sapere come presentarlo, chiedi alla ASL o al centro che ti ha visitato.
L’attività non agonistica
Per le linee guida del Ministero della Salute (decreto 8 agosto 2014), fa attività non agonistica:
- chi è tesserato con il CONI, con società affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate o agli Enti di promozione sportiva, ma non è considerato atleta agonista;
- lo studente che partecipa ad attività sportive organizzate dalla scuola fuori dall’orario delle lezioni (le attività parascolastiche);
- chi partecipa ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi che precedono quella nazionale.
Il certificato possono rilasciarlo il medico di famiglia e il pediatra di libera scelta, ma solo per i propri assistiti, oppure un medico specialista in medicina dello sport o un medico della Federazione medico sportiva italiana del CONI.
Che cosa serve, secondo le linee guida:
- l’anamnesi e l’esame obiettivo, con la misurazione della pressione arteriosa;
- un elettrocardiogramma a riposo, refertato, fatto almeno una volta nella vita;
- un elettrocardiogramma ogni anno per chi ha superato i 60 anni e ha altri fattori di rischio cardiovascolare, e per chi, a qualunque età, ha malattie croniche che aumentano quel rischio.
Il medico può chiedere altri accertamenti se lo ritiene opportuno, e nei casi dubbi può rivolgersi allo specialista. Il certificato dura un anno dalla data di rilascio.
Per i bambini da 0 a 6 anni il certificato non agonistico non è obbligatorio, salvo i casi specifici indicati dal pediatra: lo prevede un decreto interministeriale del 28 febbraio 2018. Per alcuni sport con impegno fisico molto ridotto, inoltre, il certificato non è richiesto.
L’attività ludico-motoria
È l’attività fisica che fai per stare bene, senza tessera di una federazione o di un ente di promozione e senza un fine competitivo: la corsa al parco, il nuoto libero, il corso in palestra fatto per conto tuo. Per questa attività il certificato medico non è più obbligatorio dal 2013: l’obbligo è stato soppresso dall’articolo 42-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69.
Se una struttura privata te lo chiede lo stesso, sappi che per legge non è obbligatorio per questo tipo di attività: chiedi su quale base lo richiede. Questo non toglie che, prima di cominciare un’attività nuova, parlarne con il tuo medico resti una buona idea.
Quanto costa
- Agonistico per minorenni e persone con disabilità: il rilascio della certificazione rientra nei Livelli essenziali di assistenza (DPCM 12 gennaio 2017), cioè fra le prestazioni che il Servizio sanitario deve garantire. Come si accede, dove e con quale prenotazione lo stabilisce ogni regione, e cambia da una ASL all’altra: informati presso la tua.
- Agonistico per gli adulti: è a pagamento, e la tariffa varia da regione a regione e fra strutture pubbliche e private.
- Non agonistico: non è fra le certificazioni che i Livelli essenziali garantiscono a tutti, e il costo, quando c’è, e le eventuali eccezioni (per esempio per alcune attività scolastiche) dipendono da regole e accordi locali. Chiedi prima al tuo medico quanto costa, e tieni conto che l’elettrocardiogramma, se non l’hai già fatto, può avere un costo a parte.
Prima di prenotare conviene chiedere alla società sportiva quale certificato serve davvero: fare un agonistico quando basta un non agonistico, o il contrario, costa tempo e soldi.
Come arrivare preparato alla visita
- la richiesta della società sportiva, che dice per quale sport e con quale qualifica sei tesserato;
- un documento d’identità e la tessera sanitaria;
- gli elettrocardiogrammi e i referti fatti in passato, soprattutto per il non agonistico, dove un tracciato refertato già fatto può valere, se il medico lo ritiene sufficiente;
- l’elenco dei farmaci che prendi e delle malattie avute, scritto prima, così non dimentichi niente;
- per un minorenne, la presenza di un genitore o di chi ne esercita la responsabilità.
Il medico è tenuto a conservare la documentazione degli accertamenti, e per il non agonistico almeno per tutta la durata del certificato. Puoi comunque chiedere copia dei tuoi referti.
Domande frequenti
Mio figlio gioca a calcio in una squadra: serve l’agonistico?
Dipende da come è tesserato e dall’età: sono la federazione e la società a stabilire se l’attività è agonistica. Chiedi alla società quale certificato vuole, prima di prenotare.
Il medico di famiglia può farmi il certificato agonistico?
No. Può rilasciare solo il non agonistico, e solo ai propri assistiti. L’agonistico è riservato allo specialista in medicina dello sport.
Per andare in palestra serve il certificato?
Se fai attività per conto tuo, senza essere tesserato e senza gare, la legge non lo rende obbligatorio. Se invece la palestra è una società affiliata e sei tesserato per un’attività sportiva, può servire il non agonistico.
Quanto dura il certificato?
Il non agonistico un anno dalla data di rilascio. L’agonistico di solito un anno, per alcuni sport due.