Visita privata, intramoenia o Servizio sanitario: che differenza fa
Impegnativa, CUP, ticket, classi di priorità e libera professione in ospedale: le tre strade per arrivare dallo specialista, spiegate senza giri di parole.
A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 2 ottobre 2026
Per una visita specialistica o un esame in Italia ci sono tre strade. Non ce n’è una giusta in assoluto: dipende da quanto è urgente, da quanto puoi spendere e da chi vuoi che ti segua.
1. Con il Servizio sanitario nazionale
Serve la prescrizione (l’«impegnativa») del medico di famiglia, del pediatra o di uno specialista del Servizio sanitario. Si prenota al CUP, il centro unico di prenotazione della tua ASL o regione, al telefono, allo sportello, in farmacia o online. Si paga il ticket, salvo esenzioni per reddito, età o patologia.
Sulla ricetta il medico indica una classe di priorità, che stabilisce entro quando la prestazione dovrebbe essere garantita:
- U — urgente: entro 72 ore;
- B — breve: entro 10 giorni;
- D — differibile: entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami strumentali;
- P — programmata: entro 120 giorni.
2. In intramoenia
L’intramoenia (libera professione intramuraria) è la visita a pagamento con un medico dell’ospedale, fatta nei locali della struttura o in spazi autorizzati, fuori dal suo orario di servizio. Non serve l’impegnativa: scegli il medico e paghi la tariffa stabilita dalla struttura, di solito con tempi più brevi.
3. Da un professionista privato
Ti rivolgi direttamente a uno studio o a un poliambulatorio privato. Non servono impegnativa né CUP, e il prezzo lo decide lo studio. La fattura è detraibile al 19% se paghi con un mezzo tracciabile (vedi la guida sulla detrazione).
Sul portale di Doctor1 puoi vedere le prestazioni e i prezzi che ogni studio pubblica, e chiedere un appuntamento gratis.
Una cosa da sapere sui farmaci
Se lo specialista privato ti prescrive esami o farmaci, può scriverli su ricetta bianca: per averli a carico del Servizio sanitario spesso serve che il medico di famiglia li trascriva sulla ricetta del Servizio sanitario, quando ne ricorrono le condizioni.