Soldi e fisco

Detrazione delle spese mediche: come funziona e che cosa conservare

Il 19% delle spese sanitarie torna con la dichiarazione dei redditi. Ecco quando vale, che cosa serve e perché il pagamento con carta conta.

A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 2 ottobre 2026

Le spese sanitarie sono la detrazione più usata in Italia: visite, esami, farmaci, dispositivi medici, cure dentistiche e molte altre prestazioni danno diritto a recuperare il 19% di quanto speso, per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro nell’anno. Se in un anno spendi 1.129,11 euro, la detrazione si calcola su 1.000 euro e vale 190 euro.

Che cosa si può detrarre

  • Visite e prestazioni di medici generici e specialisti, anche privati.
  • Esami di laboratorio e diagnostica per immagini, il ticket del Servizio sanitario compreso.
  • Farmaci, anche senza ricetta, con lo scontrino «parlante» che riporta il tuo codice fiscale.
  • Dispositivi medici con marcatura CE (ad esempio occhiali da vista, apparecchi acustici, misuratori di pressione).
  • Prestazioni delle professioni sanitarie: fisioterapista, psicologo, logopedista, infermiere, dietista e le altre iscritte agli albi.

Il pagamento tracciabile

Dal 2020 la detrazione spetta solo se paghi con un mezzo tracciabile: carta di debito o di credito, bancomat, bonifico, assegno o app di pagamento. I contanti sono ancora ammessi in tre casi: per i farmaci, per i dispositivi medici e per le prestazioni rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate con il Servizio sanitario nazionale.

Il consiglio pratico. Dallo studio privato paga con la carta e tieni la ricevuta del POS insieme alla fattura. Se la fattura lo indica già («pagato con carta»), basta quella.

Che cosa conservare

Molte spese arrivano da sole nella dichiarazione precompilata, perché medici, farmacie e strutture le comunicano al Sistema Tessera Sanitaria. Conviene comunque tenere fatture e scontrini fino a quando l’Agenzia delle Entrate può controllare la dichiarazione: di regola fino alla fine del quinto anno successivo a quello in cui l’hai presentata. Se una spesa non c’è, la puoi aggiungere tu, con il documento in mano.

Le spese dei familiari a carico

Le spese sostenute per un familiare fiscalmente a carico (ad esempio un figlio) si detraggono nella dichiarazione di chi le ha pagate. Per questo è utile che la fattura riporti il codice fiscale del paziente e che il pagamento parta da un conto o da una carta di chi detrae.

E se non vuoi che una spesa compaia

Puoi opporti alla trasmissione dei dati di una spesa: lo spieghiamo nella guida Precompilata e opposizione al Sistema TS.

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Informazioni generali, non un consulto. Questa guida spiega come funzionano le cose in Italia e non sostituisce il parere del tuo medico, del farmacista o del commercialista. Le regole cambiano: per il tuo caso fai fede alle fonti ufficiali che trovi in fondo. Per un’emergenza chiama il 112.

Fonti ufficiali