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Come verificare che un medico o un professionista sanitario sia abilitato

Albi degli Ordini, ricerca per nome, specializzazioni ed esercizio abusivo: come controllare in pochi minuti chi hai davanti, e che cosa fare se qualcosa non torna.

A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 22 ottobre 2026

Che tu stia scegliendo un nuovo dentista, un fisioterapista per la schiena o uno psicologo per un figlio, c’è un controllo che richiede pochi minuti e che quasi nessuno fa: verificare che la persona sia davvero iscritta all’albo della sua professione. È un diritto, è gratuito e si fa da casa.

Perché l’iscrizione all’albo conta

Per esercitare una professione sanitaria in Italia non basta la laurea: servono l’abilitazione e l’iscrizione all’albo tenuto dal proprio Ordine. L’Ordine verifica i titoli, tiene l’albo aggiornato e ha poteri disciplinari: può sospendere o radiare chi viola le regole della professione.

L’iscrizione è quindi la prova più semplice che chi hai davanti ha studiato quello che dice e che risponde a un Ordine. E vale anche al contrario: chi è laureato ma non è iscritto, oppure è stato sospeso, non può esercitare. Gli albi sono pubblici proprio perché chiunque possa controllare.

Chi tiene gli albi

Gli albi sono tenuti dagli Ordini provinciali (o regionali), riuniti in Federazioni nazionali con sede a Roma e vigilate dal Ministero della Salute. Per sapere dove cercare, parti dalla professione:

ProfessioneChi tiene l’albo
Medico chirurgo e odontoiatraOrdini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Federazione FNOMCeO)
InfermiereOrdini delle professioni infermieristiche (FNOPI)
OstetricaOrdini della professione di ostetrica (FNOPO)
FisioterapistaOrdini della professione sanitaria di fisioterapista (Federazione FNOFI)
Logopedista, dietista, igienista dentale, podologo, tecnico di radiologia e altre professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzioneOrdini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Federazione TSRM e PSTRP)
PsicologoOrdini regionali degli psicologi (Consiglio nazionale, CNOP)
Farmacista, biologo, veterinario, chimico e fisicoI rispettivi Ordini e Federazioni nazionali

Attenzione a un dettaglio: medici e odontoiatri appartengono allo stesso Ordine ma a due albi distinti. Per una cura dentale cerca il nome nell’albo degli odontoiatri.

Come si cerca un nome

Molte Federazioni mettono a disposizione una ricerca online sull’albo unico nazionale, che raccoglie i dati inseriti dagli Ordini locali:

  • per medici e odontoiatri, la ricerca della FNOMCeO su albounico.fnomceo.it;
  • per le professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, la voce «Ricerca professionista» sul sito della Federazione TSRM e PSTRP;
  • per gli psicologi, l’albo unico nazionale pubblicato dal CNOP;
  • per le altre professioni, il sito della Federazione nazionale o quello dell’Ordine della provincia in cui il professionista lavora.

Qualche consiglio per non sbagliare:

  1. scrivi il cognome completo e prova le varianti con apostrofi e accenti (D’Angelo, Dangelo);
  2. se trovi più omonimi, confronta la provincia dell’Ordine e gli altri dati della scheda con quello che sai del professionista;
  3. se non trovi niente, non trarre subito conclusioni: i dati li inseriscono gli Ordini locali e possono esserci ritardi o errori. Telefona o scrivi all’Ordine della provincia, che ti risponde con certezza.

Le specializzazioni

L’iscrizione all’albo dice che una persona è medico, non che è specialista. La specializzazione si consegue dopo la laurea con un corso universitario di più anni, e un medico che si presenta come cardiologo, dermatologo o ortopedico dovrebbe averla. Se la scheda dell’albo non la riporta, puoi chiedere al professionista dove l’ha conseguita, oppure rivolgerti all’Ordine.

Lo stesso vale per la psicoterapia: la legge la riserva a chi, dopo la laurea in psicologia o in medicina, ha frequentato una specializzazione di almeno quattro anni in una scuola universitaria o in un istituto riconosciuto. Essere psicologo non basta per fare psicoterapia.

Per alcune professioni riconosciute di recente, come l’osteopatia, gli Ordini stanno ancora raccogliendo le iscrizioni negli elenchi previsti dalla legge: se il nome non compare, chiedi all’Ordine com’è la situazione.

L’esercizio abusivo: che cosa rischia chi non è abilitato

Chi esercita senza averne titolo commette un reato (articolo 348 del codice penale). Dopo la riforma del 2018 la pena è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro, con la pubblicazione della sentenza e la confisca di ciò che è servito a commettere il reato. Il professionista iscritto che dirige o spinge altri a esercitare abusivamente rischia pene ancora più alte.

Due cose che molti non sanno: per il reato basta anche un solo atto riservato a una professione sanitaria, e non conta se la persona ci abbia guadagnato o se il trattamento «sia andato bene».

Come segnalare un sospetto

Se pensi che qualcuno eserciti senza titolo, hai tre strade, che non si escludono:

  • l’Ordine provinciale della professione in questione, che verifica l’iscrizione e può presentare un esposto all’autorità giudiziaria;
  • i Carabinieri dei NAS (Comando Carabinieri per la tutela della salute), che si occupano dei reati in ambito sanitario, oppure qualunque altro ufficio di polizia;
  • la Procura della Repubblica, con una denuncia scritta.

Una segnalazione utile è concreta: che cosa è stato fatto (quale trattamento, quale prestazione), quando, da chi e dove. Allega quello che hai: ricevute, messaggi, pubblicità, biglietti da visita, pagine del sito. Un sospetto generico è difficile da verificare. Se c’è un pericolo immediato per qualcuno, chiama il 112.

Che cosa chiedere prima di una prestazione privata

Bastano poche domande, fatte con garbo, per partire con il piede giusto:

  • Nome e cognome del professionista e l’Ordine a cui è iscritto, da controllare nell’albo.
  • Il costo, meglio con un preventivo scritto se la cura è lunga.
  • Se paghi a una struttura, che sia autorizzata: per legge hanno bisogno di un’autorizzazione all’esercizio i poliambulatori e gli studi attrezzati per la chirurgia ambulatoriale o per procedure complesse.
  • La copertura assicurativa: chi esercita in libera professione è obbligato per legge ad avere una polizza per la responsabilità professionale, e le strutture devono indicare sul proprio sito con quale compagnia sono assicurate.
  • Le informazioni sulla prestazione: hai diritto a sapere in modo chiaro benefici, rischi e alternative, e nessun trattamento può iniziare senza il tuo consenso libero e informato (legge 219 del 2017).
  • La fattura, pagando con un mezzo tracciabile: è la condizione per detrarre la spesa.

Sul portale «Trova un medico» di Doctor1 trovi studi e professionisti con le loro prestazioni: anche lì, il controllo sull’albo resta un’abitudine utile.

Domande frequenti

Il professionista può offendersi se controllo?

Un professionista serio no: l’albo è pubblico proprio per questo. Non serve nemmeno dirglielo.

Nella scheda dell’albo compare una sospensione: che cosa significa?

Che per quel periodo la persona non può esercitare la professione. Per i dettagli chiedi all’Ordine che tiene l’albo.

Un’estetista deve essere iscritta a un albo sanitario?

No, perché l’estetica non è una professione sanitaria. Proprio per questo non può fare diagnosi né trattamenti con finalità di cura riservati ai professionisti sanitari: se te li propongono, è un buon motivo per chiedere chiarimenti.

Il medico che lavora in ospedale è iscritto all’albo?

Sì: l’iscrizione serve per esercitare in qualunque forma, sia come dipendente sia come libero professionista.

E se la visita è online o a domicilio?

Le regole non cambiano: chi ti segue in videochiamata o viene a casa tua deve essere iscritto all’albo come chi riceve in studio. Anzi, quando non vedi una targa né una sala d’attesa, il controllo sull’albo è ancora più utile.

Un professionista che ha studiato all’estero può lavorare in Italia?

Sì, ma prima deve ottenere il riconoscimento del suo titolo, che per le professioni sanitarie passa dal Ministero della Salute, e poi iscriversi all’albo italiano. Anche per lui, quindi, il controllo da fare è lo stesso.

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Informazioni generali, non un consulto. Questa guida spiega come funzionano le cose in Italia e non sostituisce il parere del tuo medico, del farmacista o del commercialista. Le regole cambiano: per il tuo caso fai fede alle fonti ufficiali che trovi in fondo. Per un’emergenza chiama il 112.

Fonti ufficiali