Farmaci e ricette

Farmaci di classe A, C e H: chi li paga e dove si prendono

Come l’AIFA classifica i medicinali, quando li paga il Servizio sanitario, che cosa sono ticket, distribuzione diretta e per conto, farmaci da banco, ricette ripetibili e piano terapeutico.

A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 22 ottobre 2026

Su ogni confezione di farmaco c’è un’informazione che non si vede ma decide due cose importanti: chi paga e dove lo ritiri. È la classe di rimborsabilità, che in farmacia chiamano anche «fascia». Accanto c’è il regime di fornitura, che dice se serve la ricetta e di che tipo. Ecco come funzionano, con parole semplici.

Chi decide la classe di un farmaco

La classe la stabilisce l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, quando autorizza un medicinale e ne valuta la rimborsabilità. La suddivisione nasce da una legge del 1993 (la legge 537, articolo 8), poi aggiornata nel tempo. Oggi le classi che incontri sono tre: A, C e H. Esisteva anche una classe B, a metà prezzo, ma è stata soppressa nel 2001.

ClasseChi pagaDove si prende di solito
AIl Servizio sanitario, salvo l’eventuale ticket regionaleIn farmacia con ricetta del Servizio sanitario, o tramite distribuzione diretta o per conto
CTu, per interoIn farmacia, con o senza ricetta a seconda del farmaco
HIl Servizio sanitarioIn ospedale, o tramite le strutture indicate dalla regione

Fascia A: li paga il Servizio sanitario

In fascia A ci sono i farmaci considerati essenziali e quelli per le malattie croniche. Con la ricetta del Servizio sanitario li ritiri senza pagarne il prezzo. Per alcuni farmaci la rimborsabilità vale solo in certe situazioni, indicate da una Nota AIFA o legate a un piano terapeutico (ne parliamo più sotto): fuori da quei casi, lo stesso farmaco va pagato per intero.

Se ritiri un farmaco di marca quando esiste un equivalente che costa meno, puoi dover pagare la differenza di prezzo: è un tema a parte, che spieghiamo nella guida sui farmaci equivalenti.

Il ticket sui farmaci dipende dalla regione

A livello nazionale il ticket sui farmaci è stato abolito nel 2000. La maggior parte delle regioni, però, ha introdotto un proprio contributo sui farmaci di fascia A, che di solito è una quota fissa per ricetta o per confezione. Ogni regione decide anche quanto si paga e chi ne è esente, e le regole possono cambiare nel tempo. Per sapere quanto paghi nella tua regione, guarda il sito della regione o chiedi alla tua ASL (che in alcune regioni si chiama ASP, ATS o AUSL) o al farmacista.

Fascia C: li paghi tu

I farmaci di fascia C sono a tuo carico per intero. Fra loro ci sono situazioni molto diverse:

  • Farmaci di fascia C con obbligo di ricetta: li paghi tu, ma il farmacista te li può dare solo con la prescrizione di un medico, di solito sulla ricetta bianca.
  • Farmaci senza obbligo di ricetta (SOP): non serve la ricetta, ma non sono «da banco» e non possono essere pubblicizzati al pubblico.
  • Farmaci da banco (OTC): non serve la ricetta e possono essere pubblicizzati. Hanno una classe propria, la C-bis. Si trovano in farmacia e anche in altri esercizi autorizzati alla vendita.

Anche in fascia C esistono gli equivalenti: chiedere al farmacista se c’è una confezione che costa meno può farti risparmiare.

Fascia H: i farmaci dell’ospedale

I farmaci di fascia H sono pagati interamente dal Servizio sanitario ma sono legati all’ambito ospedaliero. Alcuni si possono usare solo in ospedale o in strutture equiparate. Altri, pur essendo in fascia H, si usano anche a casa: in quel caso li prescrive di norma uno specialista o un centro autorizzato, e li consegna la struttura indicata dalla regione, spesso la farmacia dell’ospedale o della ASL. Non li trovi sugli scaffali della farmacia sotto casa con una normale ricetta.

Distribuzione diretta e per conto

Non tutti i farmaci a carico del Servizio sanitario passano dal normale canale della farmacia. La legge (articolo 8 del decreto-legge 347 del 2001) permette alle regioni di organizzare altre strade:

  • Distribuzione diretta: il farmaco te lo consegna direttamente una struttura pubblica, per esempio la farmacia dell’ospedale o della ASL. Succede per chi è assistito a domicilio o in strutture residenziali e, per garantire la continuità, per il primo ciclo di terapia dopo una dimissione dall’ospedale o una visita specialistica.
  • Distribuzione per conto: la regione si accorda con le farmacie, e alcuni farmaci che richiedono un controllo ricorrente li ritiri nella tua farmacia, che li consegna per conto della ASL.

Quali farmaci seguono quale strada, e con quali modalità, lo decide la regione: per questo un farmaco che in una regione ritiri in farmacia, in un’altra può richiedere un passaggio dalla ASL.

Che tipo di ricetta serve

Oltre alla classe, ogni farmaco ha un regime di fornitura, deciso sempre dall’AIFA in base alla sicurezza d’uso. I più comuni:

SiglaChe cosa vuol dire
RRRicetta ripetibile: vale 6 mesi e permette fino a 10 ritiri. Per alcune categorie di farmaci (tranquillanti, sedativi, ipnotici) la validità scende a 30 giorni e i ritiri a 3.
RNRRicetta non ripetibile: serve una nuova prescrizione ogni volta.
RRL, RNRLRicetta limitativa: il farmaco si vende su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti indicati.
OSPUso esclusivamente ospedaliero.
SOP, OTCSenza obbligo di ricetta.

Salvo la ricetta ripetibile e pochi casi particolari, una ricetta vale 30 giorni per le confezioni indicate. Sulla ricetta del Servizio sanitario e sui suoi limiti trovi di più nella guida sulla ricetta elettronica.

Note AIFA e piano terapeutico

Le Note AIFA indicano, fra tutte le indicazioni per cui un farmaco è autorizzato, quelle per cui il Servizio sanitario lo rimborsa. Quando prescrive un farmaco soggetto a Nota, il medico scrive sulla ricetta il numero della Nota: così dichiara che ricorrono le condizioni per la rimborsabilità.

Per alcuni farmaci serve in più un piano terapeutico, compilato da un centro specialistico individuato dalla regione. Una copia va al medico di famiglia e al servizio farmaceutico della ASL di residenza. Lo specialista prepara il piano, ma poi la prescrizione la può fare il medico di famiglia. Chiedi allo specialista per quanto tempo vale il tuo piano e come si rinnova: dipende dal farmaco e dalle regole regionali, e senza un piano valido il farmaco non resta a carico del Servizio sanitario.

La detrazione dei farmaci che paghi

Quello che spendi per i farmaci, compresi i ticket e i farmaci di fascia C, rientra nella detrazione del 19% delle spese sanitarie, per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro all’anno. Ti serve la fattura o lo scontrino «parlante», con il tuo codice fiscale, la natura del prodotto («farmaco» o «medicinale») e il codice AIC del farmaco, che sostituisce il nome commerciale. Per i medicinali puoi pagare anche in contanti senza perdere la detrazione. Integratori e altri parafarmaci, invece, non si detraggono, anche se comprati in farmacia.

Domande frequenti

Come faccio a sapere in che classe è un farmaco?

Chiedilo al farmacista: lo vede subito. L’AIFA pubblica anche gli elenchi dei farmaci di fascia A e H, ordinati per principio attivo e per nome commerciale.

Un farmaco di fascia A può costarmi qualcosa?

Sì: il ticket, se la tua regione lo prevede e non sei esente, ed eventualmente la differenza se scegli un prodotto che costa più del prezzo di riferimento. E lo paghi per intero se non ricorrono le condizioni di una Nota AIFA.

Perché il mio farmaco lo devo ritirare alla ASL e non in farmacia?

Perché la tua regione lo ha inserito nella distribuzione diretta. È una scelta organizzativa regionale: la ASL o il farmacista ti dicono dove e quando ritirarlo.

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Informazioni generali, non un consulto. Questa guida spiega come funzionano le cose in Italia e non sostituisce il parere del tuo medico, del farmacista o del commercialista. Le regole cambiano: per il tuo caso fai fede alle fonti ufficiali che trovi in fondo. Per un’emergenza chiama il 112.

Fonti ufficiali