Curarsi all’estero: Europa, paesi convenzionati e resto del mondo
Che cosa copre la TEAM in Europa e nel Regno Unito, come chiedere l’autorizzazione per le cure programmate, come funziona il rimborso previsto dalla direttiva europea, quali paesi hanno accordi con l’Italia e quando serve un’assicurazione privata.
A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 22 ottobre 2026
Una vacanza, un semestre di studio, una trasferta di lavoro, oppure la scelta di farsi curare in un altro paese: in tutti questi casi la domanda è la stessa. Chi paga, se ho bisogno di un medico fuori dall’Italia? La risposta dipende da dove vai, perché ci vai e per quanto tempo. Il mondo, per il Servizio sanitario nazionale, si divide in tre zone, con regole molto diverse.
| Dove | Che cosa ti copre |
|---|---|
| Unione europea, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera | La TEAM per le cure necessarie; autorizzazioni e rimborsi per le cure programmate |
| Regno Unito | La TEAM per i soggiorni brevi e non di lavoro, con regole proprie |
| Paesi con un accordo con l’Italia | Quello che prevede il singolo accordo, che va controllato |
| Tutti gli altri paesi | Nessuna copertura, nemmeno per il pronto soccorso |
In Europa con la TEAM
Sul retro della tessera sanitaria c’è la TEAM, la Tessera Europea di Assicurazione Malattia. Se sei in viaggio in un altro paese dell’Unione, in Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera, mostrando la TEAM puoi ricevere le cure necessarie alle stesse condizioni delle persone assistite dal servizio sanitario di quel paese. Il conto lo regola direttamente il Servizio sanitario italiano con quello straniero: si chiama assistenza diretta.
Che cosa vuol dire «necessarie»? Sono le cure che diventano utili durante il soggiorno, tenendo conto della loro natura e di quanto resti: non solo le urgenze, ma per esempio anche la visita per un problema comparso in viaggio. Valgono però alcune regole:
- la TEAM funziona nelle strutture pubbliche e private convenzionate; un medico o una clinica privati fuori convenzione ti faranno pagare, e la TEAM non copre quella spesa;
- se nel paese è previsto un ticket, lo paghi tu e non ti viene rimborsato;
- la TEAM non si può usare per andare all’estero apposta a curarsi: per quello ci sono le regole delle cure programmate, più avanti.
Se ti chiedono comunque di pagare, conserva le ricevute e la documentazione: al rientro puoi chiedere il rimborso alla tua ASL, che lo calcola in base alle tariffe del paese in cui ti sei curato.
Se la tessera è scaduta, non è arrivata o l’hai persa poco prima di partire, la ASL ti rilascia un certificato sostitutivo provvisorio che vale come la TEAM. Come chiedere il duplicato lo spieghiamo nella guida sulla tessera sanitaria e la TEAM.
Nel Regno Unito dopo la Brexit
L’uscita del Regno Unito dall’Unione non ha interrotto la collaborazione sanitaria con l’Italia, ma l’ha cambiata. Secondo il Ministero della Salute:
- per un soggiorno inferiore a sei mesi e non per lavoro, con la TEAM hai diritto alle cure medicalmente necessarie, anche non urgenti, salvo l’eventuale ticket;
- se resti più di sei mesi, oppure ci vai per lavoro qualunque sia la durata, con il visto devi pagare la tassa sanitaria britannica (Immigration Health Surcharge), anche se hai la TEAM; facendo registrare la TEAM o gli altri attestati all’arrivo, puoi poi chiederne il rimborso al governo britannico;
- chi lavora nel Regno Unito per un’azienda non italiana, o in proprio senza versare contributi in Italia, perde l’assistenza italiana e si iscrive al servizio sanitario britannico.
Cure programmate in Europa: l’autorizzazione S2
Se vuoi farti curare in un altro paese europeo per una terapia già decisa, la strada dei regolamenti europei prevede un’autorizzazione preventiva della tua ASL, che si concretizza nel modello S2. Il Ministero della Salute indica due condizioni:
- le cure sono adeguate e servono a tutelare la tua salute;
- rientrano fra quelle che il Servizio sanitario italiano garantisce, ma in Italia non possono essere fatte in un tempo accettabile dal punto di vista medico, considerate le tue condizioni.
Con il modello S2 ti curi nelle strutture pubbliche o convenzionate del paese scelto, come un loro assistito. In alcuni casi possono essere autorizzate anche le spese di viaggio e quelle di un accompagnatore. Se l’autorizzazione serve per una cura particolare, sarà il tuo medico o lo specialista a indicarti la documentazione clinica da presentare.
L’altra strada: la direttiva europea e il rimborso
Esiste una seconda via, prevista dalla direttiva 2011/24/UE sulle cure transfrontaliere, che l’Italia ha recepito con il decreto legislativo 38 del 2014. Vale nei paesi dell’Unione, in Islanda, Norvegia e Liechtenstein (non in Svizzera). Funziona come un’assistenza indiretta:
- anticipi tu il costo della cura, anche in una struttura privata;
- poi chiedi il rimborso alla tua ASL;
- il rimborso è pari a quanto avrebbe speso il Servizio sanitario italiano per la stessa prestazione, senza superare quello che hai pagato davvero.
Restano escluse l’assistenza di lunga durata, i trapianti di organi e i programmi pubblici di vaccinazione. Per alcune prestazioni, elencate dal decreto ministeriale 50 del 16 aprile 2018, serve comunque un’autorizzazione preventiva della ASL: la direttiva permette di chiederla soprattutto per le cure con ricovero di almeno una notte o che richiedono apparecchiature molto specializzate e costose. Prima di partire, quindi, chiedi sempre alla ASL se la tua prestazione è fra queste. Se chiedi l’autorizzazione e ci sono le condizioni per i regolamenti europei, la ASL ti indirizzerà verso quella strada, ma puoi chiedere espressamente di usare la direttiva.
Per dubbi sul tuo caso c’è un Punto di contatto nazionale presso il Ministero della Salute, oltre all’ufficio della tua ASL che si occupa di assistenza all’estero.
I paesi che hanno un accordo con l’Italia
Fuori dall’Europa, l’Italia ha convenzioni di sicurezza sociale con alcuni paesi. Secondo l’elenco del Ministero della Salute sono: Argentina, Australia, Brasile, Capo Verde, Città del Vaticano e Santa Sede, i paesi dell’ex Jugoslavia (Macedonia, Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina), Principato di Monaco, San Marino e Tunisia.
Attenzione: ogni accordo è diverso. Stabilisce quali persone tutela (turisti, lavoratori, pensionati, studenti) e quali cure copre, e non tutti valgono per una semplice vacanza. Prima di partire chiedi alla tua ASL se ti serve un modulo da portare con te.
Nel resto del mondo: l’assicurazione privata
Nella maggior parte dei paesi extraeuropei il Servizio sanitario nazionale non prevede nessuna tutela per chi viaggia per turismo, ed è esclusa anche la copertura del pronto soccorso. In alcuni paesi un ricovero può costare cifre molto alte. Per questo il Ministero della Salute consiglia di stipulare un’assicurazione sanitaria privata prima della partenza. Quando la scegli, guarda con attenzione quali spese copre, il massimale, se prevede il rientro in Italia e come si contatta l’assistenza in caso di bisogno.
Studiare o lavorare all’estero
- Chi lavora all’estero in distacco per un datore di lavoro italiano, chi riceve una pensione italiana e chi studia in un altro paese europeo può chiedere alla ASL il modello S1, che dà l’assistenza secondo le regole del paese in cui si trova.
- Per lavoro o studio nei paesi extraeuropei esistono tutele per alcune categorie, per esempio i lavoratori inviati da aziende italiane o chi ha vinto una borsa di studio: le regole sono dettagliate e conviene informarsi presso la ASL prima di partire.
Un dettaglio pratico: se resti all’estero più di 30 giorni, il Ministero indica di comunicarlo alla tua ASL, che sospende la scelta del medico di famiglia; al rientro la ripristini o ne scegli un altro. Come si fa lo spieghiamo nella guida sul medico di famiglia.
Che cosa portare in valigia
- la tessera sanitaria con la TEAM valida, o il certificato sostitutivo;
- gli eventuali moduli rilasciati dalla ASL (S1, S2, attestati previsti dagli accordi);
- la polizza dell’assicurazione privata, con il numero da chiamare;
- i documenti sanitari che il tuo medico ti consiglia di tenere a portata di mano, anche in copia digitale;
- le ricevute di tutto ciò che paghi, da conservare per i rimborsi.
In tutta l’Unione europea il numero per le emergenze è il 112.
Domande frequenti
Esiste un modo rapido per sapere che cosa mi spetta in un certo paese?
Sì: sul sito del Ministero della Salute c’è la guida interattiva «Se parto per...». Scegli il paese, il motivo del viaggio e la tua situazione, e ti dice a chi rivolgerti e come chiedere i rimborsi.
Con la TEAM posso andare da un dentista privato in vacanza?
La TEAM vale solo nel circuito pubblico o convenzionato del paese. Una prestazione da un privato fuori convenzione la paghi tu; per alcune cure può valere il rimborso previsto dalla direttiva europea, nei limiti delle tariffe italiane.
Mi hanno fatto pagare all’estero anche se avevo la TEAM: che cosa faccio?
Tieni ricevute e documenti e, al rientro, presenta la richiesta di rimborso alla tua ASL.
Fonti ufficiali
- Ministero della Salute — Cure in Italia e negli altri Paesi dell’Unione europea: cosa sapere
- Ministero della Salute — Mobilità sanitaria nei Paesi in convenzione
- Ministero della Salute — Mobilità sanitaria nei Paesi non in convenzione
- Ministero della Salute — «Se parto per...», la guida interattiva
- Sistema Tessera Sanitaria — Domande frequenti (certificato sostitutivo della TEAM)