Servizio sanitario e documenti

Come scegliere o cambiare il medico di famiglia e il pediatra

Chi può scegliere, come si cambia medico online o allo sportello della ASL, fino a che età si resta dal pediatra, che cosa fare se studi o lavori in un’altra città e a chi rivolgerti di notte e nei festivi.

A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 22 ottobre 2026

Il medico di famiglia è la tua porta d’ingresso al Servizio sanitario nazionale: ti visita in ambulatorio, prescrive farmaci ed esami, ti indirizza dallo specialista quando serve. Per i più piccoli lo stesso ruolo lo ha il pediatra di libera scelta. Il nome dice già molto: il medico lo scegli tu, e puoi anche cambiarlo. Vediamo come funziona, passo per passo.

Prima di tutto: l’iscrizione al Servizio sanitario

La scelta del medico avviene insieme all’iscrizione al Servizio sanitario nazionale, che si fa alla ASL (in alcune regioni si chiama ATS, ASST o azienda sanitaria provinciale) del comune in cui hai la residenza. Di solito ti servono:

  • un documento d’identità valido;
  • il codice fiscale o la tessera sanitaria;
  • la residenza, che spesso basta dichiarare con un’autocertificazione.

Per un neonato i passaggi sono questi: il comune attribuisce il codice fiscale dopo la dichiarazione di nascita, e a casa arriva una prima tessera sanitaria valida un anno. Quando i genitori lo iscrivono alla ASL e scelgono il pediatra, l’Agenzia delle Entrate spedisce la tessera ordinaria, che dura di norma sei anni.

Per i cittadini stranieri le regole cambiano in base al tipo di soggiorno e al permesso: in questi casi conviene chiedere direttamente allo sportello della ASL quali documenti portare.

Come si sceglie il medico

Puoi scegliere fra i medici che lavorano nell’ambito territoriale in cui risiedi e che hanno ancora posti disponibili. Ogni medico infatti ha un numero massimo di assistiti, il cosiddetto massimale, fissato dall’accordo nazionale con i medici: per il medico di medicina generale è di norma 1.500 assistiti, mentre per il pediatra il numero è più basso e può cambiare con gli accordi e le deroghe regionali. Se il medico che vorresti ha già raggiunto il limite, non puoi sceglierlo finché non si libera un posto.

Le strade per fare la scelta sono di solito tre:

  1. Allo sportello della ASL (spesso chiamato «scelta e revoca»): è quasi sempre la via per la prima iscrizione e per i casi particolari.
  2. Online, sul portale sanitario della tua regione o dal Fascicolo Sanitario Elettronico, entrando con SPID, CIE o tessera sanitaria con microchip.
  3. In alcune regioni anche da totem o altri punti di servizio diffusi sul territorio.

Quali servizi siano disponibili dipende dalla regione. In Lombardia, per esempio, il cambio online si può fare in ogni momento dell’anno ma fra un cambio e il successivo devono passare almeno 30 giorni, mentre il primo inserimento va fatto allo sportello. Prima di muoverti, controlla il sito della tua ASL.

La scelta vale un anno e si rinnova da sola: non devi confermarla ogni volta.

Cambiare medico: la revoca

Se il rapporto di fiducia non funziona più, puoi cambiare medico nel corso dell’anno: la legge che organizza il Servizio sanitario prevede espressamente che l’assistito possa revocare la scelta. In pratica la revoca e la nuova scelta si fanno nello stesso momento, così non resti mai senza un medico. Non devi spiegare il perché a nessuno, e il medico che lasci non deve dare il suo consenso.

Un consiglio pratico: se cambi medico, chiedi al precedente una copia di quello che ti serve (per esempio l’elenco delle terapie in corso o gli ultimi referti), oppure controlla che i documenti importanti siano nel tuo Fascicolo Sanitario Elettronico. Così il nuovo medico parte già informato.

Quando è il medico a rinunciare: la ricusazione

Anche il medico, in casi particolari, può dire di no a un assistito: si chiama ricusazione. Non può farlo per capriccio: la norma nazionale la ammette solo per «eccezionali ed accertati motivi di incompatibilità», e gli accordi con i medici di famiglia danno un peso particolare alla rottura del rapporto di fiducia. La ricusazione va comunicata alla ASL, non ha effetto immediato e, di regola, non è ammessa se nella zona non c’è un altro medico con posti liberi a cui rivolgerti. Se ti succede, la ASL ti aiuta a sceglierne un altro.

Il pediatra: fino a che età

Le regole generali sono queste, ma i dettagli possono cambiare da regione a regione:

Età del bambinoChi lo segue
Da 0 a 6 anniSolo il pediatra di libera scelta: l’iscrizione è obbligatoria
Da 6 a 14 anniA scelta dei genitori: pediatra oppure medico di famiglia
Dai 14 anniSi passa al medico di famiglia

Al compimento dei 14 anni il passaggio al medico di famiglia può essere automatico oppure richiedere una nuova scelta: dipende dalla tua ASL. Per i ragazzi con una malattia cronica o una disabilità molte aziende sanitarie consentono di restare dal pediatra ancora per qualche anno: le regole cambiano da regione a regione, e la richiesta si fa alla ASL, che ti dirà quali documenti servono.

Se studi o lavori in un’altra città

Uno studente universitario o un lavoratore fuori sede spesso vive per mesi lontano dal comune di residenza. Per non dover tornare a casa ogni volta che serve una ricetta, puoi chiedere una scelta temporanea del medico nel luogo in cui abiti, legata al domicilio sanitario.

  • Di norma la si concede per motivi di studio, lavoro o salute.
  • Dura in genere da tre mesi a un anno ed è rinnovabile; la durata esatta la fissa la tua regione.
  • Servono un’autocertificazione del domicilio e un documento che provi il motivo: contratto di lavoro, certificato di iscrizione o di frequenza a un corso di studi, oppure un certificato sanitario.
  • Nel frattempo la scelta del medico nel comune di residenza viene sospesa; quando torni puoi ripristinarla.

Se invece hai solo bisogno di una visita occasionale mentre sei in viaggio in Italia, non serve cambiare medico: in molte località turistiche, d’estate, c’è anche la guardia medica turistica, con regole sul pagamento della visita che variano da regione a regione.

Di notte e nei festivi: la continuità assistenziale

Quando il tuo medico non c’è, per i problemi che non possono aspettare ma non sono un’emergenza c’è il servizio di continuità assistenziale, la vecchia guardia medica. Secondo il Ministero della Salute è attivo gratuitamente su tutto il territorio nazionale di notte, dalle 20 alle 8, e il sabato e la domenica; nei festivi infrasettimanali segue orari analoghi, che la ASL indica con precisione. In un numero crescente di regioni ci arrivi chiamando il 116117, il numero europeo per le cure mediche non urgenti; altrove la ASL indica il numero locale.

Per un’emergenza vera, invece, il numero è sempre il 112 (o il 118 dove è ancora attivo): lo spieghiamo nella guida sulle emergenze.

Domande frequenti

Posso scegliere un medico che lavora in un altro comune?

Di norma la scelta è limitata al tuo ambito territoriale, ma molte regioni prevedono una scelta «in deroga», per esempio se il medico è vicino al tuo posto di lavoro o se la famiglia è già seguita da lui. La domanda si presenta alla ASL, che la valuta.

Quante volte posso cambiare medico?

In linea generale quando vuoi, perché la scelta si basa sulla fiducia. Alcune regioni, però, mettono un intervallo minimo fra un cambio online e l’altro: controlla le regole della tua ASL.

Se vado all’estero per un periodo lungo, perdo il medico?

Per i soggiorni all’estero di oltre 30 giorni il Ministero della Salute indica di comunicarlo alla ASL, che sospende la scelta del medico; al rientro la ripristini. Ne parliamo nella guida sulle cure all’estero.

Come trovo un medico o uno specialista privato vicino a casa?

Per il medico di famiglia convenzionato fanno fede gli elenchi della ASL. Se cerchi uno studio privato o uno specialista, puoi usare il portale «Trova un medico» di Doctor1.

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Informazioni generali, non un consulto. Questa guida spiega come funzionano le cose in Italia e non sostituisce il parere del tuo medico, del farmacista o del commercialista. Le regole cambiano: per il tuo caso fai fede alle fonti ufficiali che trovi in fondo. Per un’emergenza chiama il 112.

Fonti ufficiali