Donazione di organi e tessuti: come dichiarare la propria volontà
Tutti i modi riconosciuti per dire sì o no alla donazione dopo la morte, dove viene registrata la tua scelta, come cambiarla e che cosa succede se non hai dichiarato niente.
A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 22 ottobre 2026
Decidere se donare i propri organi e tessuti dopo la morte è una scelta personale, e nessuno può farla al posto tuo con la stessa certezza. Proprio per questo vale la pena farla prima, metterla nero su bianco e dirla a chi ti è vicino. È gratuito, richiede pochi minuti, e puoi sempre cambiare idea. In questa guida trovi tutti i modi riconosciuti per dichiarare la tua volontà, dove finisce la tua dichiarazione e che cosa succede se non hai detto niente.
Perché conviene dichiararlo
La donazione di organi e tessuti può avvenire solo dopo l’accertamento della morte, secondo le regole stabilite dalla legge. In quel momento i medici verificano se la persona aveva espresso una volontà. Se l’aveva espressa, quella volontà decide. Se non l’aveva espressa, la decisione passa in pratica ai familiari, che si trovano a scegliere nel momento più difficile, spesso senza sapere che cosa avresti voluto.
Dichiarare la propria volontà, che sia un sì o un no, toglie questo peso a chi resta. E ricorda: la dichiarazione vale in entrambe le direzioni. Puoi dire di sì, ma puoi anche dire di no, e anche il no va rispettato.
I modi per dichiarare la tua volontà
Il Ministero della Salute elenca diverse strade, e precisa che sono tutte pienamente valide secondo la legge. Puoi scegliere quella più comoda:
- In Comune, quando chiedi o rinnovi la carta d’identità: all’ufficio anagrafe ti viene proposto un modulo, che firmi per confermare la tua scelta.
- Alla tua ASL, firmando l’apposito modulo per l’espressione della volontà.
- Attraverso le associazioni di donatori riconosciute, che raccolgono la dichiarazione nelle loro sedi e, in alcuni casi, anche online con l’identità digitale.
- Con il tesserino del donatore, quello del Centro Nazionale Trapianti o quello del Ministero, oppure con le tessere distribuite dalle associazioni di settore: lo compili, lo firmi e lo tieni fra i tuoi documenti.
- Con un foglio bianco scritto da te: i tuoi dati, la tua volontà sulla donazione, la data e la firma. Anche questo va conservato insieme ai documenti personali.
Dove finisce la tua dichiarazione
Le dichiarazioni rese in Comune, alla ASL o presso le associazioni di donatori vengono registrate nel Sistema Informativo Trapianti, la banca dati nazionale gestita dal Centro Nazionale Trapianti. I medici la consultano quando serve per sapere se esiste una dichiarazione.
Il tesserino e il foglio scritto a mano, invece, non arrivano da soli nella banca dati: sono validi, ma qualcuno deve trovarli. Per questo è importante tenerli sempre con i documenti e parlarne con i familiari. Se vuoi una dichiarazione che i medici possano trovare anche quando non hai i documenti con te, scegli una delle prime strade.
| Modalità | Registrata nel Sistema Informativo Trapianti |
|---|---|
| Comune, al rilascio o rinnovo della carta d’identità | Sì |
| ASL | Sì |
| Associazioni di donatori | Sì |
| Tesserino del donatore | No, va portato con sé |
| Foglio scritto a mano | No, va conservato con i documenti |
In Comune, con la carta d’identità
È la strada più usata: secondo il Centro Nazionale Trapianti, la grande maggioranza delle dichiarazioni presenti nella banca dati nazionale arriva dagli uffici anagrafe. Funziona così:
- al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità, l’operatore ti chiede se vuoi esprimerti sulla donazione;
- puoi scegliere fra tre risposte: acconsento, non acconsento, oppure non mi esprimo;
- la tua scelta viene riportata su un modulo che verifichi e firmi: una dichiarazione senza firma non vale; il Comune conserva l’originale e ti consegna una copia;
- se hai detto sì o no, la dichiarazione viene trasmessa al Sistema Informativo Trapianti; se hai scelto di non esprimerti, non viene trasmesso nulla.
Due limiti da conoscere. Questa possibilità, secondo le indicazioni del Centro Nazionale Trapianti agli uffici anagrafe, è riservata ai maggiorenni residenti in Italia: chi è iscritto all’AIRE perché vive all’estero non può usarla. Inoltre, una volta rilasciata la carta, il Comune non può modificare la scelta nel sistema: per cambiarla si usano le altre strade, come vediamo sotto.
Puoi cambiare idea quando vuoi
La tua decisione non è definitiva. Se hai cambiato idea puoi fare una nuova dichiarazione, per esempio alla tua ASL, e vale sempre l’ultima in ordine di tempo, registrata o scritta su carta. Se avevi dichiarato in Comune, puoi anche chiedere al Comune la cancellazione della dichiarazione dalla banca dati, esercitando il tuo diritto sui dati personali.
Se hai un tesserino o un foglio scritto a mano che non rispecchia più ciò che pensi, distruggilo, così nessuno troverà una volontà che non è più la tua. Non esistono limiti di età per esprimersi sulla donazione: il Ministero lo precisa, anche se la strada del Comune è riservata ai maggiorenni.
Se non hai dichiarato niente
La legge sui trapianti, la legge 1 aprile 1999, n. 91, prevede un sistema basato sul cosiddetto silenzio-assenso informato, che però non è mai entrato in funzione, perché richiede un sistema di notifica ai cittadini che non è stato realizzato. Si applica quindi ancora la regola transitoria dell’articolo 23 della stessa legge.
In base a questa regola, se la persona non si era espressa, il prelievo è possibile solo se non c’è l’opposizione scritta dei familiari aventi diritto, che la legge indica in quest’ordine:
- il coniuge non separato o il convivente more uxorio;
- in mancanza, i figli maggiorenni;
- in mancanza di questi, i genitori;
- oppure il rappresentante legale.
L’opposizione va presentata durante il periodo di osservazione previsto per l’accertamento della morte. Se invece fra i documenti della persona o presso la ASL c’è una dichiarazione favorevole, i familiari non possono opporsi, a meno che non presentino una dichiarazione contraria della persona stessa, più recente.
Ecco perché parlarne in famiglia conta tanto quanto firmare un modulo: se i tuoi cari sanno che cosa pensi, potranno rispettarlo senza dubbi.
La donazione da vivente, in breve
Esiste anche la donazione da persona vivente, che segue regole diverse e percorsi dedicati nei centri trapianto. Secondo il Ministero della Salute si possono donare da vivente il rene e una porzione del fegato; la legge 19 settembre 2012, n. 167 ha consentito anche il trapianto parziale fra persone viventi di polmone, pancreas e intestino. Come per ogni donazione, è vietato comprare o vendere organi: la donazione è sempre gratuita. Chi ci pensa ne parla con i medici del centro trapianti, che spiegano il percorso e le valutazioni previste.
Alcune cose da sapere
- Non costa nulla dichiarare la propria volontà, in nessuna delle modalità.
- I costi del trapianto per chi lo riceve sono a carico del Servizio sanitario nazionale.
- La donazione dopo la morte è gratuita e anonima.
- Puoi indicare la tua volontà anche se hai una malattia o sei anziano: sull’idoneità decidono i medici al momento, e il Ministero ricorda che non ci sono veri e propri limiti di età per donare.
Domande frequenti
Se ho firmato in Comune, devo fare altro?
No, la tua dichiarazione è già nel Sistema Informativo Trapianti. Conviene comunque dirlo ai familiari.
Il tesserino vale quanto la dichiarazione in Comune?
Sì, è valido per legge. La differenza è che non è registrato nella banca dati: deve essere trovato fra i tuoi documenti.
Ho detto sì anni fa, ora non sono più convinto. Che cosa faccio?
Fai una nuova dichiarazione, per esempio alla tua ASL: vale l’ultima in ordine di tempo.
Posso dichiarare di non voler donare?
Sì. Anche il no è una dichiarazione di volontà, si registra allo stesso modo e va rispettato.