Servizio sanitario e documenti

Protesi, ausili e presidi dal Servizio sanitario: come si ottengono

Che cosa garantiscono i LEA con il nomenclatore dell’assistenza protesica, chi ne ha diritto, come si passa da prescrizione, autorizzazione della ASL, fornitura e collaudo, e quando si può avere un dispositivo nuovo.

A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 22 ottobre 2026

Una carrozzina, un apparecchio acustico, una protesi dopo un’amputazione, un plantare su misura, i pannoloni per l’incontinenza, le strisce per misurare la glicemia: sono tutte cose che il Servizio sanitario può fornire gratuitamente, a chi ne ha diritto. Il percorso però non è immediato e passa da più uffici. Ecco come funziona, passo dopo passo.

Che cosa garantisce il Servizio sanitario

Le prestazioni che il Servizio sanitario deve assicurare a tutti si chiamano LEA, livelli essenziali di assistenza, e sono scritte nel decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017, aggiornato nel 2026. Una parte riguarda l’assistenza protesica: la fornitura di protesi (che sostituiscono una parte del corpo), ortesi (che la sostengono o la correggono) e ausili tecnologici, dentro un piano che serve a prevenire, correggere o compensare una disabilità e a rendere la persona più autonoma.

Le tariffe del nuovo elenco sono in vigore dal 30 dicembre 2024, e hanno reso pienamente applicabile un nomenclatore che era fermo al 1999. Fra le novità ci sono ausili informatici e di comunicazione, apparecchi acustici digitali e arti artificiali di tecnologia avanzata.

Il nomenclatore: tre elenchi

I dispositivi che si possono avere sono elencati nell’allegato 5 del decreto, il nomenclatore, diviso in tre elenchi:

  • Elenco 1: protesi e ortesi costruite o allestite su misura da un professionista abilitato, con le relative riparazioni e manutenzioni.
  • Elenco 2A: ausili di serie che devono essere messi in uso e adattati da un tecnico abilitato, perché tu li usi in sicurezza.
  • Elenco 2B: ausili di serie pronti all’uso, che non hanno bisogno dell’intervento di un tecnico.

Per ogni tipo di dispositivo il nomenclatore riporta un codice, le caratteristiche e gli eventuali limiti. Di regola il dispositivo diventa tuo; per gli ausili di serie, però, la regione può prevedere il comodato, se ha organizzato un servizio di riutilizzo. In ogni caso sei tu a doverlo custodire e tenere in buono stato.

Chi ne ha diritto

Non basta averne bisogno: il decreto (articolo 18) indica precise categorie di persone, sempre in relazione alla specifica disabilità. In sintesi:

  • le persone con invalidità civile, di guerra o per servizio, le persone cieche o ipovedenti gravi e le persone sorde, per le disabilità accertate dalle commissioni mediche;
  • i minori di 18 anni che hanno bisogno di prevenire, curare o riabilitare un’invalidità grave e permanente;
  • chi ha chiesto il riconoscimento dell’invalidità e ha già un verbale con una riduzione della capacità lavorativa superiore a un terzo, e chi è ancora in attesa dell’accertamento se lo specialista attesta che il dispositivo è necessario e urgente;
  • chi è ricoverato in una struttura accreditata e ha bisogno del dispositivo prima della dimissione, avviando nello stesso momento la domanda di invalidità;
  • le persone con amputazione di un arto, le donne che hanno subito una mastectomia o hanno una malformazione congenita della mammella, chi ha subito un intervento demolitore dell’occhio;
  • le persone con una delle malattie rare elencate nel decreto, per le disabilità legate alla malattia.

Se la disabilità deriva da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale, i dispositivi li fornisce l’INAIL, con regole proprie.

I passaggi, dalla prescrizione alla consegna

Il punto di partenza è la ASL di residenza (in alcune regioni si chiama ASP, ATS o AUSL). Il percorso ha sei fasi:

  1. Piano riabilitativo-assistenziale: lo scrive il medico specialista, insieme a un’équipe, e descrive la disabilità, gli obiettivi, il dispositivo adatto e come verrà verificato il risultato.
  2. Prescrizione: la fa lo specialista sul ricettario del Servizio sanitario, con il codice del dispositivo. Per alcuni ausili pronti all’uso la regione può permettere la prescrizione anche al medico di famiglia o al pediatra.
  3. Autorizzazione: la ASL verifica che tu abbia diritto, che ci sia il piano e che la prescrizione sia completa, poi autorizza. Il tempo massimo per farlo lo fissa la regione.
  4. Fornitura: il dispositivo ti viene consegnato entro il tempo massimo stabilito dalla regione. Per un dispositivo su misura il fornitore rilascia un certificato che attesta che corrisponde alla prescrizione e funziona.
  5. Collaudo: lo specialista, con l’équipe, controlla che il dispositivo sia quello prescritto e che vada bene per il tuo piano.
  6. Controlli nel tempo (follow-up): il medico verifica periodicamente i risultati.

Le regioni devono semplificare il percorso ed evitare di caricare te o i tuoi familiari di adempimenti non indispensabili. Conserva in un unico posto verbale di invalidità, piano, prescrizione e autorizzazione: ti serviranno anche per riparazioni e rinnovi. Puoi tenerne una copia anche nell’app «La mia salute», che conserva i tuoi documenti sanitari.

Chi fornisce il dispositivo

Per i dispositivi su misura (elenco 1) puoi scegliere tu il fornitore fra quelli riconosciuti dalla regione e iscritti nel registro del Ministero della Salute. Per gli ausili di serie (elenchi 2A e 2B) di solito la ASL si rivolge ai fornitori che hanno vinto una gara pubblica, che devono anche adattare l’ausilio quando il medico lo prescrive e occuparsi di manutenzione e riparazioni. Per gli apparecchi acustici è prevista invece una tariffa.

Se il dispositivo non va bene

Se al collaudo risulta che il dispositivo non corrisponde alla prescrizione, non funziona o non è adatto, il fornitore deve modificarlo o sostituirlo. Per gli ausili pronti all’uso, senza adattamento, sei tu ad attestare di averlo ricevuto: se poi qualcosa non va, chiedi il collaudo al medico che lo ha prescritto. Quanto tempo c’è per il collaudo e che cosa succede se non viene fatto in tempo lo stabilisce la regione.

Riparazioni e rinnovi

Riparazioni, manutenzione e sostituzione di parti passano anch’esse da una prescrizione dello specialista. Per i dispositivi su misura e per alcuni ausili di serie, il nomenclatore indica per gli adulti dei tempi minimi di rinnovo: prima che siano passati, un dispositivo nuovo si può avere solo in due casi:

  • quando sono cambiate le tue necessità o le tue condizioni, con una relazione dettagliata del medico che spiega perché quello in uso non è più adatto;
  • quando si è rotto o consumato senza colpa (non per uso improprio, incuria grave o dolo) e la riparazione non è possibile o non conviene.

Per i minori di 18 anni i tempi minimi non valgono: la ASL autorizza modifiche e sostituzioni in base ai controlli e al piano, perché chi cresce cambia in fretta. Per chi ha subito l’amputazione di un arto la ASL può autorizzare anche una protesi di riserva, e se la mancanza del dispositivo ti impedisce le attività essenziali della vita la ASL deve provvedere subito alla riparazione o alla sostituzione.

Pannoloni, cateteri e presidi per il diabete

Alcuni prodotti non stanno nell’assistenza protesica ma in quella integrativa, sempre nei LEA:

  • dispositivi monouso come ausili per l’incontinenza, cateteri e prodotti per stomia, per chi ha una stomia, ha bisogno permanente del cateterismo, ha una grave incontinenza cronica o è costretto a letto da una malattia cronica grave. La condizione la certifica lo specialista del Servizio sanitario; la prescrizione indica le quantità per un periodo al massimo di un anno, e la ASL autorizza e organizza la fornitura;
  • presidi per le persone con diabete e per alcune malattie rare, come strisce reattive, lancette, aghi, misuratori della glicemia e microinfusori. Chi ne ha diritto, come si ritirano e le quantità massime le decide ogni regione.

Se vuoi un modello diverso, o paghi da te

Se, d’accordo con il medico, vuoi un dispositivo dello stesso tipo ma con caratteristiche che il nomenclatore non prevede (per esempio estetiche), il medico lo prescrive motivandolo e la ASL autorizza: la differenza di prezzo resta a tuo carico, insieme alle prestazioni legate alle modifiche richieste.

Le spese che sostieni di tasca tua per dispositivi medici e protesi rientrano nella detrazione del 19% delle spese sanitarie, oltre la franchigia di 129,11 euro, purché lo scontrino o la fattura descrivano il prodotto e indichino chi paga: la sola scritta «dispositivo medico» non basta. Per i mezzi che servono all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento delle persone con disabilità, la detrazione vale sull’intera spesa, senza franchigia.

Domande frequenti

Devo aspettare il verbale di invalidità per avere un ausilio?

Non sempre. Se hai già chiesto il riconoscimento e lo specialista attesta che il dispositivo è necessario e urgente, puoi averlo anche durante l’attesa. Lo stesso vale, a certe condizioni, se sei ricoverato.

Il medico di famiglia può prescrivermi un ausilio?

Di regola la prescrizione è dello specialista. La regione può però permettere al medico di famiglia di prescrivere alcuni ausili di serie pronti all’uso. Chiedi alla tua ASL.

Perché in un’altra regione le regole sono diverse?

Il decreto fissa che cosa spetta a tutti, ma tempi, modi di fornitura, quantità e alcune procedure li decidono le regioni. Per i dettagli fa fede la tua ASL.

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Informazioni generali, non un consulto. Questa guida spiega come funzionano le cose in Italia e non sostituisce il parere del tuo medico, del farmacista o del commercialista. Le regole cambiano: per il tuo caso fai fede alle fonti ufficiali che trovi in fondo. Per un’emergenza chiama il 112.

Fonti ufficiali