Soldi e fisco

Spese mediche dei familiari a carico e delle persone con disabilità: che cosa si detrae

Chi è fiscalmente a carico, come si dividono le spese dei figli fra i genitori, le regole per le patologie esenti e le detrazioni e deduzioni per le persone con disabilità.

A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 22 ottobre 2026

Pagare le visite di un figlio, gli occhiali di un genitore anziano o l’assistenza di un familiare con disabilità è una spesa che pesa, e in parte il fisco la restituisce. Ma non sempre a chi paga: dipende da chi è «fiscalmente a carico», da come sono intestati i documenti e dal tipo di spesa. Ecco le regole, con i numeri delle istruzioni del modello 730/2026, che riguarda le spese sostenute nel 2025.

Chi è un familiare fiscalmente a carico

Un familiare è fiscalmente a carico se nell’anno ha avuto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Per i figli fino a 24 anni la soglia sale a 4.000 euro. Nel conto entrano anche alcune somme che di solito restano fuori dal reddito complessivo, come gli affitti tassati con la cedolare secca o i redditi del regime forfetario.

Dal 2025 sono cambiate le detrazioni per carichi di famiglia (quelle che spettano solo perché un familiare è a carico): per i figli valgono ora dai 21 ai 30 anni, o senza limite di età se il figlio ha una disabilità riconosciuta, e fra gli altri familiari restano solo gli ascendenti conviventi, come i genitori. Questo però non tocca le spese sanitarie: puoi continuare a detrarre quelle sostenute per un figlio a carico anche se ha meno di 21 anni o più di 30, e anche se per lui non ricevi la detrazione per carichi di famiglia.

Per gli altri familiari (coniuge separato, suoceri, generi e nuore, fratelli e sorelle, nipoti) le spese restano detraibili se sono a carico e, in più, convivono con te o ricevono da te un assegno alimentare non stabilito da un giudice.

Che cosa si detrae per i familiari a carico

Le spese sanitarie che paghi per te e per i familiari a carico si sommano e danno diritto alla detrazione del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Valgono le stesse regole delle tue spese (le trovi nella guida sulla detrazione delle spese mediche): visite, esami, ticket, farmaci con lo scontrino che riporta il codice fiscale del paziente, dispositivi medici. Per le prestazioni private serve un pagamento tracciabile; per farmaci, dispositivi medici e prestazioni di strutture pubbliche o accreditate vanno bene anche i contanti.

Se in un anno le spese sanitarie superano in tutto i 15.493,71 euro, puoi chiedere di dividere la detrazione in quattro rate annuali uguali. E se il tuo reddito supera i 75.000 euro, sappi che le spese sanitarie sono escluse dal tetto complessivo alle detrazioni introdotto nel 2025.

Figli a carico di entrambi i genitori: come si divide la spesa

Il documento di spesa deve essere intestato a chi detrae oppure al figlio a carico. Nel secondo caso, che è il più comune (la fattura del pediatra o del dentista porta il nome del bambino), la spesa si divide fra i genitori in base a quanto ha pagato davvero ciascuno:

  • se non scrivete nulla, si presume che l’abbiate pagata a metà, al 50% ciascuno;
  • se volete dividerla in un altro modo, dovete annotare la percentuale sul documento di spesa;
  • se ha pagato tutto un solo genitore, lo si scrive sul documento e quel genitore detrae l’intero importo;
  • se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, l’intera spesa può andare al coniuge che non è a carico.

Un esempio: la fattura di 300 euro del dentista intestata a vostro figlio, a carico al 50% di entrambi. Senza annotazioni, ognuno di voi indica 150 euro. Se ha pagato tutto la madre con la sua carta, lo si annota sulla fattura e la madre indica 300 euro.

Familiari non a carico con una malattia esente dal ticket

Di regola le spese per un familiare che non è a carico non sono detraibili da chi le paga. C’è però un’eccezione importante. Se il familiare ha una patologia che dà diritto all’esenzione dal ticket e le spese per quella malattia gli danno una detrazione più alta delle imposte che deve pagare, la parte di detrazione che lui non riesce a usare può passare a te, che hai sostenuto la spesa. Il limite è di 6.197,48 euro di spesa all’anno.

Funziona così: il familiare indica le spese per la patologia esente nella sua dichiarazione; il prospetto di liquidazione (o il quadro di calcolo del modello Redditi) mostra quanto non ha trovato capienza; tu riporti quella parte nella tua dichiarazione, nel rigo dedicato. Per sapere se una malattia è fra quelle esenti si consulta la banca dati del Ministero della Salute.

Persone con disabilità: detrazioni e deduzioni

Per le persone con disabilità le regole sono più favorevoli, e conviene distinguere due strumenti. La detrazione riduce l’imposta del 19% della spesa; la deduzione invece toglie la spesa dal reddito su cui si calcolano le imposte.

Si considera persona con disabilità chi ha avuto il riconoscimento dalla commissione medica della legge 104 o da altre commissioni pubbliche che certificano l’invalidità civile, di lavoro o di guerra. Questa condizione si può attestare anche con un’autocertificazione, accompagnata dalla copia di un documento d’identità.

SpesaCome si recupera
Spese mediche generiche e di assistenza specifica (assistenza infermieristica e riabilitativa, addetti all’assistenza di base dedicati alla persona, educatore professionale)Deduzione dell’intero importo dal reddito
Mezzi per accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento; sussidi tecnici e informatici per l’autosufficienzaDetrazione del 19% sull’intero importo, senza franchigia
Spese chirurgiche, specialistiche, protesiDetrazione del 19% come le altre spese sanitarie
Acquisto di un veicolo adattato o destinato al trasporto della personaDetrazione del 19% fino a 18.075,99 euro di spesa, per un solo veicolo ogni quattro anni, anche in quattro rate

Le spese mediche generiche e di assistenza specifica si possono dedurre anche se la persona con disabilità non è fiscalmente a carico di chi paga, purché sia un familiare stretto: coniuge, figli, genitori, nonni, nipoti (figli dei figli), fratelli e sorelle, suoceri, generi e nuore.

Se la persona è ricoverata in un istituto, non si deduce l’intera retta ma solo la parte che riguarda le spese mediche e di assistenza specifica, che l’istituto deve indicare a parte nel documento.

I sussidi tecnici e informatici

Computer, ausili per la comunicazione, dispositivi che aiutano a essere autonomi: per essere detraibili come sussidi, oltre alla fattura intestata alla persona con disabilità o al familiare di cui è a carico, serve un certificato del medico curante che attesti che quel sussidio facilita l’autosufficienza e l’integrazione, oppure la prescrizione dello specialista della ASL che ne indichi il collegamento con la disabilità. È la stessa documentazione che serve anche per acquistarli con l’IVA agevolata, quindi conviene procurarsela prima dell’acquisto e chiedere al venditore di applicarla.

Intestazione dei documenti e precompilata

Molte di queste spese arrivano da sole nella dichiarazione precompilata, perché medici, farmacie e strutture le comunicano al Sistema Tessera Sanitaria. Perché vengano attribuite a te, però, il familiare deve comparire nel prospetto dei familiari a carico con codice fiscale, tipo di parentela, mesi e percentuale di carico. Se c’è tutto, la spesa viene divisa in automatico: un figlio a carico al 50% con 300 euro di spese mediche porta 150 euro nella precompilata di ciascun genitore. Se il prospetto è incompleto, la spesa compare solo come informazione e tocca a te inserirla.

Controlla sempre che la percentuale proposta corrisponda a chi ha pagato davvero: se non è così, la dichiarazione va corretta. E conserva fatture, scontrini e certificati, perché l’Agenzia delle Entrate può chiederli in un controllo.

Domande frequenti

Mio figlio ha 32 anni ma non ha redditi: posso detrarre le sue spese mediche?

Sì, se è fiscalmente a carico, cioè con un reddito entro 2.840,51 euro. Non hai la detrazione per carichi di famiglia, ma le spese sanitarie per lui restano detraibili.

Pago le visite di mia madre, che ha una sua pensione: posso detrarle?

Se non è a tuo carico, di regola no. Fanno eccezione le spese per una patologia esente che lei non riesce a sfruttare del tutto, e le spese mediche generiche e di assistenza specifica se ha una disabilità riconosciuta.

Che cosa succede alle spese sostenute per un familiare dopo la sua morte?

Gli eredi possono detrarre, o dedurre, le spese sanitarie che hanno pagato per il defunto dopo il decesso.

La fattura è intestata a me ma il paziente è mio figlio: va bene?

Sì, il documento può essere intestato a chi detrae o al figlio a carico. In entrambi i casi è utile che vi compaia il codice fiscale del paziente.

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Informazioni generali, non un consulto. Questa guida spiega come funzionano le cose in Italia e non sostituisce il parere del tuo medico, del farmacista o del commercialista. Le regole cambiano: per il tuo caso fai fede alle fonti ufficiali che trovi in fondo. Per un’emergenza chiama il 112.

Fonti ufficiali