Il ticket sanitario: quanto si paga per visite, esami e farmaci
Il tetto per ricetta di visite ed esami, la fine del superticket, il ticket regionale sui farmaci, il codice bianco al pronto soccorso, come pagare e come detrarre la spesa.
A cura della redazione di Doctor1 · aggiornato il 22 ottobre 2026
Quando prenoti una visita o un esame con il Servizio sanitario nazionale, alla cassa ti viene chiesto il ticket: è il modo in cui chi usa una prestazione contribuisce al suo costo, previsto dalla legge fin dal 1982. Non è un prezzo fisso, e non si paga su tutto. Ecco come si calcola, che fine ha fatto il «superticket», che cosa succede con i farmaci e al pronto soccorso, e perché conviene conservare la ricevuta.
Su che cosa si paga, e su che cosa no
Il ticket riguarda le prestazioni comprese nei Livelli essenziali di assistenza (i LEA, cioè quello che il Servizio sanitario deve garantire a tutti). Si paga su:
- visite specialistiche ed esami di laboratorio e strumentali (radiografie, ecografie e simili);
- prestazioni di pronto soccorso non urgenti, chiuse con il codice bianco e non seguite da ricovero;
- cure termali.
Non si paga, invece, per:
- le visite del medico di famiglia e del pediatra di libera scelta;
- tutto ciò che ricevi durante un ricovero, ordinario o di giorno, compresi gli esami fatti prima di un ricovero programmato nella stessa struttura;
- gli esami dei programmi di screening organizzati dalla regione (per esempio la mammografia, il pap test, la ricerca del sangue occulto nelle feci);
- le vaccinazioni previste dal Piano nazionale per chi ne è destinatario, alcune prestazioni in gravidanza, gli esami legati alla donazione di sangue e organi;
- protesi e ausili per le persone con disabilità.
E naturalmente non lo paga chi ha un’esenzione, per reddito, malattia o invalidità: ne parliamo nella guida sulle esenzioni.
Quanto costa una ricetta per visite ed esami
Per la specialistica ambulatoriale la regola nazionale è semplice: paghi la tariffa delle prestazioni scritte sulla ricetta, fino a un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta. Se la somma delle tariffe è più bassa, paghi la somma; se è più alta, paghi 36,15 euro. Su una sola ricetta il medico può prescrivere fino a otto prestazioni della stessa branca specialistica (con regole a parte per la fisioterapia).
Un esempio: tre esami del sangue che insieme costano 12 euro di tariffa, su una ricetta, ti costano 12 euro. Otto esami della stessa branca che sommati arrivano a 60 euro, sulla stessa ricetta, ti costano 36,15 euro.
Il superticket: che cos’era e perché non c’è più
Dal 2007 a chi non era esente veniva chiesta, oltre al ticket, una quota fissa di 10 euro per ricetta sulle visite e sugli esami: era il cosiddetto superticket, previsto dalla legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006). Diverse regioni lo avevano sostituito con misure alternative, per esempio una quota legata al valore della ricetta, e il risultato era che lo stesso esame costava cifre diverse in regioni diverse.
La legge di bilancio per il 2020 (legge 160/2019, articolo 1, comma 446) lo ha abolito dal 1° settembre 2020, e dalla stessa data sono cessate anche le misure alternative delle regioni. Oggi, per visite ed esami, paghi solo il ticket vero e proprio, con il tetto per ricetta.
I farmaci: niente ticket nazionale, ma molte regioni lo chiedono
Dal 2000 a livello nazionale non esiste più un ticket sui farmaci: quelli di fascia A sono a carico del Servizio sanitario, quelli di fascia C li paghi per intero. La maggior parte delle regioni, però, ha introdotto un proprio ticket sui farmaci di fascia A, di solito una quota fissa per confezione o per ricetta, con le proprie categorie di esenti. In Lombardia, per esempio, per chi non è esente il massimo è di 2 euro a confezione e 4 euro a ricetta. Per sapere quanto paghi tu, guarda il sito della tua regione o chiedi alla ASL.
C’è poi una quota che vale ovunque: se esiste un farmaco equivalente (il cosiddetto generico) e tu scegli quello di marca, paghi la differenza fra il prezzo del farmaco di marca e il prezzo di rimborso dell’equivalente. Di come funziona la ricetta dei farmaci parliamo nella guida sulla ricetta elettronica.
Il pronto soccorso e il codice bianco
Al pronto soccorso il ticket si paga solo se all’uscita la tua situazione viene classificata come codice 5, bianco (non urgente) e non vieni ricoverato. Conta il codice assegnato alla dimissione, non quello dell’arrivo. La legge nazionale prevede una quota fissa di 25 euro, ma le regioni possono chiedere di più, e in pratica l’importo cambia da regione a regione. Sono esclusi i minori di 14 anni e, per legge, i casi di traumi e avvelenamenti acuti. Con un codice diverso dal bianco non si paga nulla.
Il messaggio non è «evita il pronto soccorso»: se pensi che sia un’emergenza, vai o chiama il 112. Per i problemi non urgenti di notte e nei festivi c’è la continuità assistenziale.
Come si paga
Il ticket si paga di solito prima della prestazione, al momento della prenotazione o dell’accettazione. Le strade possibili dipendono dalla tua ASL: lo sportello CUP, le casse automatiche negli ospedali e nei poliambulatori, oppure online con l’avviso pagoPA che ricevi quando prenoti, dal sito o dall’app della tua banca o dai canali che accettano pagoPA. Se non riesci più ad andare, disdici la prenotazione per tempo: liberi il posto per qualcun altro, e le liste d’attesa si accorciano anche per te.
La ricevuta e la detrazione
Il ticket è una spesa sanitaria detraibile: rientra nella detrazione del 19% sulla parte delle spese sanitarie dell’anno che supera i 129,11 euro, insieme a farmaci, visite private e il resto. Due cose utili:
- per le prestazioni rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate con il Servizio sanitario la detrazione spetta anche se paghi in contanti; per le prestazioni private serve invece un pagamento tracciabile (carta, bancomat, bonifico, pagoPA);
- le spese pagate a ASL e ospedali vengono comunicate al Sistema Tessera Sanitaria e di norma compaiono da sole nella dichiarazione precompilata. Conserva comunque la ricevuta: se qualcosa manca, la aggiungi tu con il documento in mano.
Se non vuoi che una spesa compaia nella precompilata, puoi opporti: trovi come nella guida sull’opposizione al Sistema TS.
Domande frequenti
Il ticket è uguale in tutta Italia?
Il tetto nazionale per ricetta di visite ed esami è di 36,15 euro, ma le tariffe delle singole prestazioni, il ticket sui farmaci e quello di pronto soccorso dipendono in buona parte dalla regione.
La visita in intramoenia ha il ticket?
No: l’intramoenia è una prestazione a pagamento, con una tariffa propria al posto del ticket. Le differenze con la visita del Servizio sanitario le spieghiamo nella guida dedicata.
Se faccio due ricette per otto esami pago due volte il tetto?
Il tetto vale per ciascuna ricetta. Per questo, quando gli esami sono della stessa branca, conviene che siano sulla stessa ricetta, se il medico lo ritiene appropriato.
Il superticket si paga ancora da qualche parte?
No: per gli assistiti del Servizio sanitario la quota fissa su visite ed esami è stata abolita dal 1° settembre 2020, e con lei le misure alternative che alcune regioni avevano adottato.